Complotti e fuochi d’artificio
Remember, remember, the 5th of November, Gunpowder, treason and plot. I see no reason Why gunpowder treason Should ever be forgot.
Tutti i bambini inglesi conoscono questi versi, che vengono recitati ogni anno intorno a falò e fuochi d’artificio che illuminano le città britanniche durante la “Bonfire Night”. I festeggiamenti durano almeno una settimana, ma la data ufficiale della festività è il 5 novembre, anniversario del fallimento della Gunpowder plot, la “Congiura delle Polveri”, del 1605, uno dei complotti più interessanti della storia britannica. Più di quattro secoli dopo, il fuoco è ancora protagonista di questa festa, che, pur perdendo il suo significato storico, rimane un importante momento di celebrazione collettiva.
Tutto iniziò all’inizio del 1605, quando Robert Catesby radunò un gruppo di cattolici radicali della gentry (classe di proprietari terrieri) inglese, per organizzare una congiura contro il re protestante Giacomo I. Non era la prima volta che dei cattolici tentavano di rovesciare il regime anglicano: già nel 1569 e nel 1601 c’erano stati simili tentativi, anche se questa congiura rimane la più famosa. Bisogna ricordare che nel 1534 Enrico VIII si dichiarò capo della Chiesa d’Inghilterra, dopo che il papa si rifiutò di annullare il suo matrimonio con Anna Bolena e, da allora, si crearono forti tensioni tra cattolici e protestanti. Il risentimento del re verso il papa si tramutò in una vera e propria persecuzione dei cattolici, che videro chiusi i loro monasteri e confiscate le loro terre. Il successore di Enrico, Edoardo IV continuò su questa strada, ma sua sorella Maria, che gli succedette, fu invece una convinta cattolica e iniziò una brutale persecuzione dei protestanti, bruciando sul rogo pastori e laici. Dopodiché, Elisabetta I restaurò una forma moderata di protestantesimo, ma si diffuse un forte sentimento anticattolico, anche a causa delle terribili persecuzioni portate avanti da Maria, detta “la Sanguinaria”.
Nel 1603 fu incoronato re Giacomo I, che firmò un trattato di pace con la Spagna l’anno successivo, ponendo fine alle speranze dei cattolici riguardo la possibile invasione da parte della Spagna e la restaurazione del cattolicesimo romano. Così, Robert Catesby, Thomas Winter, John Wright, Thomas Percy e Guy Fawkes cominciarono a organizzarsi per rovesciare il governo anglicano e stabilirne uno cattolico. L’obiettivo era quello di sbarazzarsi del re e del suo governo, dar inizio a una rivolta nelle campagne e incoronare la figlia di Giacomo I come regina, affiancandola a un nobile cattolico. Tuttavia, ciò che contraddistingue questa congiura è il modo, alquanto spettacolare, con cui questi nobili avevano intenzione di rovesciare il governo: facendo esplodere il Parlamento. Per farlo, si munirono di polvere da sparo, che posizionarono proprio in una cantina al di sotto della Camera dei Lord, uno spazio che uno dei cospiratori riuscì a prendere in affitto. A quel punto, dovevano solo aspettare il momento giusto per accendere la miccia. La data prevista era il 5 novembre 1605, giorno della cerimonia di apertura del Parlamento, a cui avrebbero partecipato tutti i Lord e il re.
Tutto sembrava filare liscio, fino a quando, qualche giorno prima dell’evento, Lord Monteagle ricevette una lettera, presumibilmente scritta da suo cognato, che era parte della congiura, che lo invitava a guardarsi dal partecipare alla cerimonia di apertura. Monteagle, nonostante fosse cattolico, fece recapitare la lettera al re, che, insospettito, ordinò di ispezionare gli edifici del Parlamento. La notte tra il 4 e il 5 novembre le guardie reali trovarono Guy Fawkes nella cripta del Parlamento, insieme a 36 barili di polvere da sparo e dei fiammiferi. Fawkes, che è rimasto nell’immaginario collettivo come simbolo della congiura, venne subito arrestato e portato alla Torre di Londra, dove fu interrogato e torturato. Dopo qualche giorno e, probabilmente, dopo molte sofferenze, Fawkes confessò i nomi degli altri cospiratori; Catesby e Percy vennero uccisi, mentre gli altri furono arrestati e mandati a processo. Tutti furono condannati per alto tradimento e puniti in modo esemplare: vennero impiccati e i loro corpi furono smembrati ed esposti in pubblico.
Nel 1606 il Parlamento approvò una legge che rese il 5 novembre una festa nazionale, rendendo obbligatoria anche la partecipazione in chiesa, – obbligo che rimase fino al 1859 – per ringraziare Dio di questa benedizione. Nei decenni successivi, altre forme di celebrazione accompagnarono quella religiosa, iniziando la pratica di bruciare effigi del papa e di sparare fuochi d’artificio, simboleggianti l’esplosione che avrebbero voluto i cospiratori. Oltre alle effigi del papa, a partire dal Settecento, iniziarono ad essere bruciati anche dei fantocci raffiguranti Guy Fawkes, diventato simbolo della congiura, nonostante la mente del piano fosse Robert Catesby. Guy Fawkes è stato a lungo considerato un antieroe, che meritava la sua fine crudele, in quanto traditore della patria. Bruciare Fawkes voleva dire mettere in guardia chi tramava di rovesciare il potere costituito. Tuttavia, con il passare dei secoli, la figura di Guy Fawkes ha assunto un nuovo significato, anche grazie al graphic novel “V per Vendetta” di Alan Moore e all’omonimo film di James McTeigue. Nel libro e nel film il protagonista indossa una maschera che ricorda Guy Fawkes e il suo gesto di far esplodere il Parlamento è un gesto di ribellione, per liberare le persone da un regime orwelliano. Così, da antieroe, Guy Fawkes è diventato simbolo di resistenza e la maschera che lo raffigura è stata adottata da diversi gruppi di ispirazione anarchica, come Occupy Wall Street nelle proteste del 2011 e il gruppo di hacker Anonymous.

Anche il significato di Bonfire Night si è evoluto nel tempo. Inizialmente una festa anticattolica, è poi diventata un’occasione per creare disordini ed esprimere dissenso politico. Questo succede soprattutto a Lewes, nel Sussex, dove avvengono ancora le celebrazioni più sentite e dove sfilano carri con fantocci raffiguranti figure politiche, che vengono poi bruciate, talvolta suscitando polemiche. Tuttavia, per la maggior parte degli inglesi, questa è ormai solo una festa innocente e priva di significato politico, vista come una bella occasione per assistere a uno spettacolo pirotecnico in famiglia. Trovandomi a Londra la prima settimana di novembre, sono andata anch’io a vedere i fuochi d’artificio e mi sono fermata a riflettere sul perché siamo attratti da queste esplosioni colorate. Razionalmente, non c’è alcun motivo per cui dovremmo lanciare dei fuochi d’artificio, che sono costosi, inquinanti e pericolosi, sia per le persone che per gli animali. D’altra parte, però, c’è qualcosa di speciale che ci lega a queste esplosioni e al fuoco, più in generale. Il fuoco e i fuochi d’artificio ci piacciono perché sono spettacolari, ma ci incutono anche timore. Però fanno anche parte di un rito collettivo: riunirsi intorno al fuoco o per guardare dei fuochi d’artificio ci fa sentire parte di qualcosa di più grande. Così, anche se il ricordo della storia di festività come Bonfire Night è ormai meno vivo, sentiamo comunque il bisogno di mantenere vive queste tradizioni, perché ci fanno sentire parte di una società.
Bibliografia
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