Mostri sullo schermo: dal folklore all’horror
Paese che vai, cultura (e creatura inquietante dalle dubbie fattezze umanoidi) che trovi. Dopotutto, ogni luogo porta con sé un bagaglio di tradizioni cariche di storia e simbolismo. Con essi emergono anche personaggi molto particolari che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a definire ulteriormente la cultura della propria nazione di riferimento. Questi personaggi sono giunti fino ai giorni nostri e sono diventati talmente iconici da condizionare in modo significativo anche l’ambito artistico, in particolare quello cinematografico. Se vogliamo entrare ancora più nello specifico, possiamo tranquillamente affermare come, tra tutti i generi, l’horror sia quello maggiormente soggetto a questa influenza. Infatti, quando parliamo di folklore ci riferiamo spesso a narrazioni fantasiose, basate su fatti storici, talvolta simili alle favole e create per mettere in guardia da potenziali pericoli. Del resto, persino le fiabe scritte dai fratelli Grimm presentano elementi crudi, visivamente espliciti, risultando molto lontane dall’essere semplici storie della buonanotte, come invece vengono comunemente percepite oggi.
Dunque quale modo migliore per iniziare se non parlando del riadattamento di uno dei personaggi più inquietanti del folklore europeo?
Il 4 dicembre 2015 debutta nelle sale americane Krampus, una commedia horror diretta da Michael Dougherty. Il film segue la famiglia Engel, riunita per le feste in un clima tutt’altro che sereno, dove tensioni e cinismo hanno ormai soffocato ogni autentico spirito natalizio. Dopo una lite tra parenti, sarà il giovane Max Engel a invocare inavvertitamente la creatura, oscura controparte di Babbo Natale. La situazione non fa che degenerare con la famiglia isolata da una tempesta innaturale, intrappolata in un assedio sempre più serrato in cui dovranno fare i conti con presenze grottesche e letali: giocattoli viventi, creature deformi e visioni distorte dell’immaginario natalizio.

Senza addentrarci oltre nella trama1, vediamo come la figura del Krampus venga integrata all’interno dei media contemporanei, pur mantenendo quegli elementi tradizionali e distintivi che lo caratterizzano da secoli.
Partendo dall’Austria e diffondendosi lungo le Alpi Orientali fino a raggiungere diversi territori europei, il Krampus affonda le proprie radici all’interno di usanze popolari legate a San Nicola, figura che nel tempo è stata progressivamente associata all’immaginario moderno di Babbo Natale. Già nel medioevo2 queste tradizioni hanno incluso vere e proprie rappresentazioni macabre del personaggio, sebbene, di per sé, con il termine Krampus si vuole generalmente indicare una figura selvaggia e rude che in un certo senso fiancheggia San Nicola. La creatura si occupa di minacciare e infliggere punizioni con lo scopo di incarnare il lato più crudele e punitivo della tradizione.

Nel corso del tempo il Krampus è giunto fino ai giorni nostri, approdando anche in America dove il web degli anni Duemila inizia a diffondere foto e informazioni inerenti alle Krampus Run: vere e proprie parate dove le persone si mascheravano da questa creatura. Un po’ per divertimento e un po’ come modo per combattere il tradizionale spirito natalizio, lo vediamo diventare una figura alquanto popolare, iniziando a essere rappresentata anche all’interno della cultura pop3 come in A Christmas Horror Story (2015) o ancora Krampus: The Reckoning (2015).

Ma se il 2015 è stato l’anno del Krampus, il 2019 segna invece l’ascesa della Llorona. Appare sul grande schermo per ben due volte di fila in The Curse of La Llorona e in La Llorona, dove seguiamo la stessa narrazione seppure applicata con sfumature diverse: una donna o lo spirito di una donna disposta a tutto pur di riavere con sé i suoi figli, anche a costo di distruggere le famiglie altrui. Infatti, nonostante le diverse narrazioni4 legate alla sua origine, viene indicata sin dall’epoca preispanica come una donna disperata, consumata dal dolore per aver ucciso i propri bambini. È condannata a vagare in eterno, aggirandosi lungo le sponde dei fiumi e piangendoli e invocandoli. Qualora qualche sventurato dovesse trovarsi nei paraggi e ascoltasse il suo tormentato lamento, è destinato ad andare incontro a una sorte tragica.

Questa dimensione catastrofica viene mantenuta anche nei media contemporanei, come in The Curse of La Llorona5, dove la presenza maligna si lega in modo ossessivo alla famiglia della protagonista, Anna, inizialmente incapace di accettare la natura soprannaturale degli eventi. Con il precipitare della situazione, Anna è costretta ad abbandonare ogni razionalità e confrontarsi con una realtà che sfugge a ogni logica. Come spesso accade nelle narrazioni folkloristiche, la Llorona non può mai effettivamente essere distrutta, solo allontanata: è una presenza destinata a sopravvivere nel tempo, alimentata dal racconto e dalla paura, tratto comune che ha permesso alle creature delle tradizioni di giungere fino ai nostri giorni.
Per chiudere in bellezza con un’altra inquietante rappresentazione cinematografica, non si può non menzionare uno dei film più iconici del genere horror degli anni Novanta: Leprechaun6 (1993).

La storia inizia con Dan O’Grady, un uomo che torna negli Stati Uniti dopo aver rubato una pentola d’oro a un leprecauno in Irlanda. Convinto di aver finalmente ingannato la creatura, tenta di imprigionarla nella propria casa, ma il piano fallisce. Anni dopo, la casa viene affittata e nuovi ignari protagonisti entrano in contatto con la maledizione. Quando il leprecauno riesce a liberarsi, inizia una caccia ossessiva per recuperare il suo oro, eliminando chiunque si frapponga tra lui e il suo tesoro. La creatura, apparentemente piccola e quasi caricaturale, si rivela presto crudele e imprevedibile: è dotata di poteri magici, forza sovrumana e un sadico senso dell’umorismo. Ogni incontro diventa un gioco mortale.
Il folklore irlandese viene qui riadattato in chiave macabra, tramutando una piccola creatura avida e astuta in uno spietato assassino che farebbe di tutto pur di riacquisire le sue amate monete d’oro. Eppure l’origine7 di questa figura è ben più sfumata: il leprecauno appartiene al cosiddetto Piccolo Popolo. Si tratta di esseri fatati e comprendono numerose varianti e figure affini come i grogochs. Essi, contrariamente alla rappresentazione cinematografica, sono spesso descritti come più ingenui e benevoli, lontani dall’ossessione per l’oro tipica della rappresentazione moderna.

Come accade per molte leggende folkloristiche, anche quella del leprecauno nasce dall’incontro e dalla stratificazione di tradizioni diverse, che nel tempo si sono consolidate nella forma oggi più conosciuta. Di fatto possiamo affermare che è proprio l’influenza tra le culture ad aver contribuito alla produzione di tutte quelle tradizioni e figure popolari che ci sono giunte nel corso dei secoli. È il caso del Krampus, originatosi in Europa e giunto negli Stati Uniti, o della Llorona, che dal Sud America è giunta pure in Spagna, e lo stesso leprecauno, profondamente legato alla tradizione irlandese, è il risultato di un’evoluzione folkloristica stratificata nel tempo.Tutte queste creature dimostrano come la paura, proprio come le storie che la alimentano, non conosca confini di alcun tipo.
In definitiva, grazie a tutte le rappresentazioni cinematografiche, assistiamo a una diffusione (sebbene sempre più distorta o estremizzata) delle tradizioni popolari che da sempre hanno abitato l’immaginario collettivo e che oggi continuano a perseguitarci, anche sul grande schermo.
Note
- Krampus, IMDB.
- Carter, M., 2016, Perchten and Krampusse: Living Mask Traditions in Austria and Bavaria.
- Chang, J., 2015. Krampus. In Variety, 330(6), pp.135-136.
- Horcasitas, F. and Butterworth, D., 1963. La Llorona. In Tlalocan, 4(3), pp.204-224.
- The Curse of La Llorona, IMDB.
- Leprechaun, IMDB.
- Curran, R., 2017. The truth about leprechauns. The O’Brien Press Ltd.
Il valore del rito
Editoriale · L’Eclisse
Anno 5 · N° 11 · Marzo 2026
Copertina di Maria Traversa.
Hanno partecipato alla realizzazione di questo editoriale: Riccardo Avantaggiato, Greta Beluffi, Bianca Beretta, Sarah Calderoni, Michela Cargnelutti, Chiara Castano, Giulia Coppola, Elena Floris, Veronica Gabrielli, Eugenia Gandini, Chiara Gianfreda, Cecilia Giraldi, Alessandro Mazza, Mathilde Modica Ragusa, Marcello Monti, Valentina Oger, Erika Pagliarini, Carlotta Pedà, Virginia Piazzese, Lorenzo Ramella, Gioele Sotgiu, Vittoria Tosatto, Vittoriana Tricase, Maria Traversa, Carlotta Viscione, Alessia Volpicelli.


