Uomini contro donne: la polarizzazione politica e le relazioni
Come la polarizzazione politica tra uomini e donne ci sta rendendo più soli
Al giorno d’oggi, per la Gen Z trovare un partner sembra un’impresa impossibile. Molte donne stanno rinunciando al dating, non trovando uomini con cui condividono valori fondamentali, e molti uomini incolpano il femminismo per la loro solitudine, sfogando le proprie frustrazioni in spazi online antifemministi e misogini, nella cosiddetta manosphere. Ma come spiegare questo fenomeno? E, soprattutto, come si può invertire la rotta?
Il Financial Times parla di una “recessione globale delle relazioni”: in tutte le regioni del mondo è stato registrato un calo delle relazioni romantiche nei giovani adulti1. La Generazione Z (Gen Z) in particolare, ovvero la generazione di persone nate tra la seconda metà degli anni ‘90 e i primi anni 2000, sembra essere particolarmente sola, limitando di molto le relazioni romantiche e gli appuntamenti rispetto alle generazioni precedenti2. Il motivo può essere individuato nel contesto in cui viviamo, dove domina una cultura del lavoro e del successo, che lascia poco spazio alle relazioni, sentimentali e non. Questo, insieme alle app di incontri, che hanno permesso di avere sempre qualcuno a portata di click, ha reso popolari un tipo di relazioni senza impegno, le cosiddette situationships: una via di mezzo tra l’amicizia e una relazione seria, che permette di soddisfare il proprio bisogno d’amore, senza, però, il rischio di stravolgere la propria vita per qualcuno. Ma, tralasciando la precarietà delle relazioni, il problema principale sembra essere un altro: la ricerca stessa di un partner.

Tutti desideriamo stare con persone con valori simili ai nostri, ma questo, ad oggi, sembra essere più complicato a causa del divario ideologico tra uomini e donne sempre più ampio, specialmente nella Gen Z. A lanciare l’allarme è stato il periodico britannico The Economist3 l’anno scorso, e altre ricerche4 sembrano confermare questa tendenza, evidenziando come uomini e donne tra i 18 e i 29 anni stiano diventando più polarizzati, con le donne sempre più progressiste e gli uomini sempre più conservatori. Questo divario sembra essere trainato soprattutto dalle donne, che si sono spostate progressivamente a sinistra. Almeno a partire dagli anni ‘90, le donne sono state, in media, più progressiste degli uomini5, ma, negli ultimi anni, questa tendenza si è accentuata non solo in Occidente, ma a livello globale. Una possibile spiegazione, avanzata anche dal Financial Times, è che la tecnologia e i social abbiano facilitato la diffusione di valori liberali, che hanno reso le donne più consapevoli dei loro diritti e, di conseguenza, più selettive nelle loro relazioni6.
Un altro aspetto molto importante da tenere in considerazione è il maggior grado di istruzione raggiunto dalle donne oggi rispetto al passato, che le rende ancora più indipendenti, oltre che liberali. Infatti, in tutti i paesi economicamente avanzati, le donne si laureano più degli uomini, eccetto nelle materie STEM, e con risultati migliori7. Il livello di indipendenza femminile odierno, grazie ad anni di battaglie femministe, ha permesso che il matrimonio diventasse secondario alle proprie aspirazioni lavorative e, di conseguenza, qualora si trovi un compagno, ci si aspetta di essere supportate nella propria carriera. La conquistata indipendenza, insieme alla maggiore consapevolezza dei propri diritti e della precarietà di questi diritti, ha avvicinato molte donne alla sinistra, che ha fatto delle istanze femministe, come il diritto all’aborto, il suo cavallo di battaglia.
Se la sinistra si è fatta portavoce delle battaglie per l’uguaglianza di genere, la destra e soprattutto l’estrema destra, invece, cerca di rispondere ai problemi dei giovani uomini proponendo una visione essenzialista8 e tradizionale dei ruoli di genere, che sembra conquistare molti ragazzi. Questo fenomeno è particolarmente accentuato negli USA, dove il 56% degli uomini tra 18 e 29 anni ha votato per Donald Trump9, affascinati dalla sua retorica di “uomo forte”, ma anche in Europa, per esempio in Germania e in Italia, dove sempre più ragazzi votano per l’estrema destra10.
Se, però, la “radicalizzazione” delle donne verso sinistra ha a che vedere con la conquista della parità e dei diritti, per gli uomini non si tratta solo di una divisione tra destra e sinistra: uomini e donne hanno opinioni divergenti soprattutto sul femminismo. Infatti, solo il 32% degli uomini si dichiara femminista contro il 53% delle donne della Gen Z, mentre circa il 60% dei ragazzi pensa che il femminismo sia esagerato e che stia persino discriminando gli uomini11. Questo divario ha avuto un impatto significativo sulle relazioni, perché le opinioni politiche rivelano anche il rispetto che si ha per i diritti dell’altro/a e, di conseguenza, il tipo di relazione che si avrà. Se la maggior parte delle donne – legittimamente – non vuole rinunciare alla propria indipendenza per un uomo, allora non potrà accettare un uomo che crede in una divisione tradizionale dei ruoli di genere. E, di conseguenza, un uomo che crede che una donna debba prendersi cura di lui, della casa e della famiglia, magari anche dopo aver lavorato, farà molta fatica a trovare una ragazza.

Molti ragazzi credono, invece, che il motivo per cui non trovano l’amore è che non hanno le caratteristiche fisiche adeguate per essere ritenuti “attraenti” dalle ragazze: questa è la teoria degli incel (abbreviazione di “involontariamente celibi”), secondo cui la società è dominata dalle donne, che scelgono solo un numero limitato di uomini, condannando gli altri alla solitudine. Gli incel fanno parte di uno spazio online molto più ampio, la cosiddetta manosphere (in italiano, “manosfera”), un insieme di video, podcast e forum che promuovono idee antifemministe, convincendo gli uomini che le donne e il femminismo sono il motivo per cui si sentono oppressi. In particolare, questi spazi online auspicano un ritorno dei ruoli di genere tradizionale, incoraggiando anche atteggiamenti violenti verso le donne.
Spesso, il motivo per cui questi ragazzi si rifugiano in questi spazi online è il bisogno di supporto emotivo, ma, non potendolo trovare tra gli amici – in quanto, al contrario di quello che loro sostengono, la società è ancora molto patriarcale e mostrarsi emotivamente vulnerabile è visto come un segno di debolezza per un uomo – cercano la soluzione nel miglioramento personale e finiscono, anche involontariamente, per fidarsi di influencer che diffondono idee profondamente misogine. Anche le donne sono polarizzate dai social, ma per gli uomini, specialmente giovani che faticano a scuola o con difficoltà economiche, sembra più facile cedere a questa narrativa che incolpa le donne per la loro condizione infelice, forse perché questi atteggiamenti sessisti non sono mai spariti completamente, nonostante gli avanzamenti verso la parità di genere, come suggerisce il professor Marco Scarcelli sul Post12.
Siamo quindi destinati alla solitudine? Non necessariamente. Di certo, la soluzione non può essere privare le donne delle libertà che si sono conquistate, ma non si può neanche ignorare il disagio di quei ragazzi che si rifugiano nella “manosfera”. È difficile trovare soluzioni individuali per un problema così complesso che richiederebbe sforzi collettivi, ma, nella nostra quotidianità, possiamo trovare modi per avvicinarci l’un l’altra. Uno dei motivi per cui siamo sempre più polarizzati è che continuiamo a rimanere chiusi nelle nostre bolle social, che confermano e rafforzano le nostre idee, senza mai confrontarci con chi la pensa in modo diverso da noi13. Perciò, per riavvicinarci e colmare il divario ideologico che ci separa, dovremmo cercare di uscire dalla nostra bolla, parlando con le persone nella vita reale e ascoltandoci l’un l’altro, anche se può essere scomodo e frustrante. Inoltre, da donna e da femminista, mi sento di dire che, per evitare che il messaggio della manosfera diventi comune e accettato, dovremmo forse fare uno sforzo maggiore per coinvolgere gli uomini nella nostra lotta, spiegando come siamo tutti e tutte vittime dello stesso sistema. E se, magari, discutendo di politica al primo appuntamento non troveremo l’amore, almeno forse ci saremo avvicinati un po’.
Note
- J. Burn-Murdoch, The relationship recession is going global, in “Financial Times”, 11 gennaio 2025.
- J. Klein, Are Gen Z more pragmatic about love and sex?, in “BBC”, 7 gennaio 2022.
- Why young men and women are drifting apart, in “The Economist”, 13 marzo 2024, consultato in data 18/07/2025.
- D. Milosav et al., The youth gender gap in support for the far right, in “Journal of European Public Policy”, 24 marzo 2025, 1–25.
- R. Inglehart, The Developmental Theory of the Gender Gap: Women’s and Men’s Voting Behavior in Global Perspective, in “International Political Science Review”, Vol. 21, No. 4, Women, Citizenship, and Representation. (2000), pp. 441-463 (23 pagine).
- J. Burn-Murdoch, The relationship recession is going global, in “Financial Times”, 11 gennaio 2025.
- OECD, Education at a Glance 2024, in “OECD” (2024), consultato in data 18/07/2025.
- Si intende una visione secondo cui uomini e donne sono essenzialmente diversi e destinati a ruoli diversi per motivi biologici, senza considerare l’influenza della società nella creazione di queste categorie.
- A. Medina et al., Young People and the 2024 Election: Struggling, Disconnected, and Dissatisfied, in “Tufts University Tisch College · CIRCLE (2024), consultato in data 18/07/2025.
- D. MacRedmond, German election: Huge turnout, young voters turn left and former Soviet east backs the far right, in “The Journal” (2025), consultato in data 18/07/2025.
- H. Chung, Gen Z men and women most divided on gender equality, global study shows, in “King’s College London”, (2025), consultato in data 18/07/25.
- V. Stefanello, La “manosfera” è sempre più visibile, in “il Post”, 27 marzo 2025.
- L’algoritmo dei social, infatti, ci propone quasi esclusivamente contenuti che sono già in linea con le nostre idee, creando così delle “camere dell’eco”, che confermano ciò in cui già crediamo, senza darci la possibilità di metterci in discussione. Per approfondire, consiglio la consultazione di questo articolo.
