È nella mia testa
Seguiamo celebrità, commentiamo i loro post, lasciamo like alle loro foto, restiamo aggiornati tramite tabloid e social media, usiamo qualsiasi forma di interazione che vada in qualche modo ad alimentare un certo senso di vicinanza tra noi e le persone che ammiriamo.
Ma cosa succede quando le cose sfuggono di mano? Nel momento in cui una relazione sociale del genere viene vissuta con ossessione e, per ovvi motivi, in modo unilaterale dal fan, viene a crearsi un fenomeno fuori controllo che può facilmente discendere in una spirale di follia e anche criminalità, mettendo in pericolo entrambe le parti coinvolte. In questo articolo parleremo di relazioni parasociali e di alcuni dei casi più eclatanti in cui esse sono state portate all’estremo.
Secondo Cynthia A. Hoffner e Bradley J. Bond in Parasocial Relationships, social media, & well-being (2022)1 si definiscono tali «quelle connessioni socio-emotive non reciproche con figure mediatiche come celebrità o influencer. Le piattaforme dei social offrono l’opportunità alle PSR (parasocial relationships) di influenzare positivamente molteplici dimensioni del benessere degli utenti dei media ma possono anche verificarsi degli esiti negativi».
Il fenomeno risulta evidente specialmente in paesi orientali, come Corea del Sud e Giappone, dove le figure degli idol sono soggette a una forma estrema di oggettificazione. Per questo motivo vengono disumanamente vendute nel mercato dell’intrattenimento, principalmente in ambito musicale, all’interno del quale la loro funzione è quella di risultare affascinanti e alla mercé dei fan che alimentano l’industria.
Non sono insolite le notizie di cantanti o attori che vengono scoperti in relazioni romantiche, che vengono in pochissimo tempo esibite al grande pubblico con titoli sensazionalistici. Il motivo di questa mala percezione risiede proprio nel concetto di relazione parasociale, in cui l’idolo viene visto come un individuo assolutamente perfetto, da idolatrare (come dice il termine stesso) e da percepire come irraggiungibile ma al contempo disponibile. Lo scopo di tutto questo è di far sognare il fan, alimentarne le speranze e le illusioni e invogliarlo a investire tempo e soldi sulla sua celebrità di riferimento.
È il caso del gruppo k-pop Pentagon dove nel 2018 E’Dawn2, rapper del gruppo, si è trovato costretto a uscire dalla boy band dopo aver confermato di star frequentando un’altra idol di calibro superiore, Hyuna3. Nonostante le avversità iniziali sia da parte della casa produttrice Cube Entertainment, sia da parte dei fan che mai si sarebbero aspettati un’accoppiata del genere, i due cantanti sono riusciti a vivere serenamente la loro relazione, sebbene sia costata a E’Dawn il suo contratto discografico e, in un certo senso, parte della sua carriera.

Spostandoci in Giappone vediamo come siano molto più comuni i fenomeni di stalking che vedono protagonisti i fan del tutto ossessionati dalla celebrità di turno, pronti a seguirla sotto casa e spesso pure a cercare di forzarsi nel suo appartamento. A parlarcene è la nota cosplayer italiana Eleonora Guglielmi, conosciuta con il suo nome d’arte Yuriko Tiger4, che solo pochi anni fa raccontava online la sua inquietantissima esperienza. Trovatasi costretta a cambiare appartamento dopo essere stata seguita più volte a casa propria, la ragazza ha sentito qualcuno, probabilmente il solito stalker, cercare di entrarle in casa maneggiando lo spioncino della porta. Yuriko, sconsolata, ne parla su Instagram sottolineando come sia un aspetto anche fin troppo normalizzato, a cui non solo lei è soggetta ma anche larga parte della community idol e cosplay femminile.
Tuttavia, non c’è bisogno di spostarsi in Giappone o Corea per assistere a estremizzazioni di queste relazioni parasociali. Nel 2016 diventa tristemente noto il caso della cantante Christina Grimmie5, ex concorrente di The Voice USA e YouTube star. La giovane, ai tempi di solo 22 anni, è stata uccisa6 freddamente da un fan durante un meet and greet a Orlando, Florida, il quale aveva un’insana ossessione e infatuazione nei suoi confronti. Pur non avendo diagnosi di alcuna malattia mentale, la relazione che l’assassino ha costruito nella propria mente era diventata un’illusione così deviata e impossibile da realizzare nella vita reale che si è sentito in diritto di poter brutalmente uccidere una promettente e amata artista davanti agli occhi della sua stessa famiglia.
Tra vite ingiustamente strappate, casi di stalking e pretese di oggettificazione possiamo osservare come sia evidente che le persone coinvolte in questa spirale depravata di ossessione manifestino un qualche tipo di disagio nel proprio vissuto, come ci dimostra O ‘Donovan R. in To boldly go where no psychologist has gone before: effects of participation in fandom activities on parasocial relationships (2016)7, dove viene preso in analisi un campione di ragazze appartenenti a certi fandom. Il risultato di questo studio fa emergere una marcata solitudine e insicurezza presenti nei soggetti che vanno a rifugiarsi in queste comunità, creando una rete sociale alternativa.
È anche vero che, sebbene lo studio sottolinei la presenza di un forte disagio in tali individui, questo non implica il fatto che siano persone necessariamente deviate. Del resto siamo tutti fan di qualche artista, scrittore, cantante o attore e pure noi, nel nostro quotidiano, sviluppiamo una forma di relazione parasociale con queste figure. La chiave del discorso consiste nel saper porre i limiti e i confini tra fantasia e realtà, ammirazione e ossessione, continuando a supportare chi preferiamo ma senza sfociare in comportamenti dannosi non solo per le nostre celebrità del cuore ma anche per noi stessi.
Note
- Cynthia A. Hoffner e Bradley J. Bond in Parasocial Relationships, social media, & well-being (2022)
- E’Dawn: Instagram, Wikipedia
- Dating Scandal Pentagon (2018): articolo di allkpop
- Yuriko Tiger: Instagram, Wikipedia
- Christina Grimmie: Instagram, Wikipedia
- Los Angeles Times (2016); Rolling Stone Italia (2016)
- O ‘Donovan R. in To boldly go where no psychologist has gone before: effects of participation in fandom activities on parasocial relationships (2016)
In-contro
Editoriale · L’Eclisse
Anno 5 · N° 4 · Luglio 2025
Copertina di Maria Traversa.
Hanno partecipato alla realizzazione di questo editoriale: Greta Beluffi, Bianca Beretta, Alice Borghi, Chiara Castano, Giulia Coppola, Elena Floris, Veronica Gabrielli, Eugenia Gandini, Chiara Gianfreda, Cecilia Giraldi, Jonathan Lotto, Alessandro Mazza, Mathilde Modica Ragusa, Marcello Monti, Valentina Oger, Erika Pagliarini, Carlotta Pedà, Rachele Pesce, Virginia Piazzese, Lorenzo Ramella, Gioele Sotgiu, Vittoria Tosatto, Vittoriana Tricase, Maria Traversa, Carlotta Viscione.




