
Premessa
Continuando la nostra serie di editoriali dedicati ai Paesi del mondo, l’editoriale di questo mese è dedicato alla Cina, paese che vanta una storia millenaria, una cultura molto ricca e che, da sempre, è oggetto di ammirazione, ma anche sospetto, da parte del mondo occidentale. Quest’editoriale vuole esplorare diversi aspetti della cultura cinese, coinvolgendo politica, arte, filosofia e tradizioni.
La Cina sta affermando sempre di più il suo posto nella politica internazionale, con una rivalità ogni giorno più accesa con la superpotenza che ha dominato l’ultimo secolo: gli Stati Uniti. Per farsi rispettare come una potenza alla pari, la Cina ha dovuto rafforzare il suo arsenale militare, soprattutto quello nucleare. Ad aprire l’editoriale è proprio una riflessione di Michele Baranzini sui cambiamenti nella politica cinese riguardo all’uso delle armi nucleari, da Mao Tse Tung a Xi Jinping.
Le tensioni non caratterizzano, però, solo la politica estera cinese, ma anche quella interna: infatti, il governo di Pechino deve costantemente scontrarsi con le regioni che chiedono più indipendenza, come quella del Tibet, di cui parla Alessandro Mazza nel suo articolo “L’altopiano, l’invasione e la diaspora nel Tibet”. Se nella rivolta tibetana la popolazione utilizzò i propri corpi, manifestando per proteggere il loro leader, a loro volta, gli artisti cinesi contemporanei usano i loro corpi come mezzo di resistenza per esprimere dissenso contro un regime oppressivo, racconta Greta Beluffi nel suo pezzo.
La forma d’arte cinese più famosa, però, è molto probabilmente l’oggettistica, di cui ci parla Giulia Coppola. Da vasi di porcellana a mobili finemente decorati, la produzione di questi oggetti è frutto di un lavoro artistico importantissimo che non produce solo oggetti funzionali, ma racconta con estrema raffinatezza la Storia della Cina.
Oltre all’arte, la Cina vanta anche una cultura filosofica e spirituale molto sentita, forse poco nota e mal compresa in Occidente. Sarah Calderoni offre più chiarezza su questo pensiero filosofico partendo dall’I Ching, o “Libro dei mutamenti”, uno dei testi fondamentali della filosofia cinese, che contiene idee sul divenire del tempo e funge da guida per orientarsi ai continui cambiamenti. Infine, Elena Floris scrive delle tradizioni che caratterizzano il Capodanno cinese e le leggende che le hanno fatte emergere, facendoci sentire parte di questa splendida celebrazione.
Speriamo che questo editoriale possa offrirvi una visione diversa dal solito su un Paese sempre più politicamente e culturalmente influente, che resta fedele alle sue tradizioni, senza, però, rinunciare all’innovazione. Cogliamo l’occasione anche per celebrare, a modo nostro, il Capodanno Cinese, quindi, vi auguriamo buona lettura e buon anno del Cavallo!
Indice
- Premessa della Redazione, p.1
- L’evoluzione del nucleare cinese da Mao a Xi: da deterrente minimo a potenza globale di M. Baranzini, p.2
- L’altopiano, l’invasione e la diaspora del Tibet di A. Mazza, p. 3
- L’arte degli oggetti: il fascino estetico e simbolico degli oggetti quotidiani nell’arte cinese tradizionale di G. Coppola p. 4
- Il corpo come misura della storia. Performance in Cina negli anni Novanta di G. Beluffi, p. 5
- I Ching: libro dei mutamenti di S. Calderoni, p. 6
- Il cavallo di fuoco: storia e tradizione del Capodanno cinese di E. Floris, p. 7
