Il volume Quale energia? Le fonti rinnovabili per un futuro sostenibile è stato scritto da Margherita Venturi, docente universitaria e divulgatrice scientifica, e da Vincenzo Balzani, accademico dei Lincei, ed è edito da Carocci editore, che ringraziamo per la copia stampa. Questo libro è suddiviso in nove capitoli e due appendici, e si svolge attorno al tema dell’energia, il vero motore del mondo. È molto interessante osservare la scelta stilistica dei due autori, i quali hanno scritto ogni capitolo seguendo una sequenza logica precisa. Così facendo, consentono al lettore di scegliere quale capitolo approfondire a seconda dei suoi interessi, senza che si senta obbligato a seguire una linearità formale classica tipica dei libri.
Agli albori dell’Universo, “nato” circa 14 miliardi di anni fa, era presente soltanto energia. Definire cosa sia l’energia è molto complesso, tanto quanto lo è provare a descrivere cosa sia la luce. Quest’ultima si può manifestare in modi diversi: o come un’onda, avente proprietà elettriche e magnetiche, oppure come un insieme di corpuscoli, ossia di particelle di energia, chiamate fotoni. La parola “luce” nella scienza ha molteplici significati, in quanto può essere intesa come la luce visibile, sebbene esista anche un tipo di luce invisibile all’occhio umano, costituita da radiazioni. Pensare alla luce riporta immediatamente alla mente i corpi celesti, come, per esempio, il Sole, che è l’unica stella fondamentale per la nostra sopravvivenza.
Il pianeta Terra è un frammento che appare insignificante nell’Universo, non c’è evidenza che esso sia posto in una posizione privilegiata e non ci sono segni che permettono di comprendere come sia possibile che qui si sia sviluppata la vita, eppure è successo. Ultimamente, però, sta succedendo qualcosa di veramente preoccupante sul nostro pianeta: la temperatura superficiale è in continuo aumento e il clima sta cambiando in maniera irreversibile. Questo processo è dovuto all’uso dei combustibili fossili, che rappresentano la principale fonte di energia utilizzata dall’essere umano.
Gli scienziati hanno dimostrato che l’unico modo per contenere i cambiamenti climatici consiste nello smettere di utilizzare i combustibili fossili per focalizzarsi, invece, sullo sviluppo delle energie rinnovabili del Sole, del vento e dell’acqua. Ovviamente, però, questo processo non è semplice da attuare, perché è ostacolato da interessi politici e, soprattutto, economici. Come scrivono gli autori, oggi prevale un’economia lineare: utilizziamo le risorse del pianeta, costruiamo ciò di cui abbiamo bisogno e infine lo gettiamo nei rifiuti; questo è il procedimento consumistico, l’economia dell’usa e getta. Per permettere una transizione ecologica più valida e duratura, è necessario passare dall’economia lineare all’economia circolare, che consiste nel prelevare la minima quantità di risorse dalla Terra, rigenerarle per produrre cose che funzionino adeguatamente, raccoglierle in modo differenziato per poterle poi riciclarle e ottenere nuove risorse.
Le fonti energetiche, ossia le energie primarie, sono fenomeni sia naturali che artificiali, dai quali si possono ricavare una o più forme di energia di uso finale, impiegate per compiere un lavoro e creare un cambiamento. Le energie rinnovabili sono quelle fonti di energia che non si esauriscono subito dopo il loro uso, mentre le energie non rinnovabili si esauriscono immediatamente dopo essere state utilizzate. La disponibilità energetica ha da sempre svolto un ruolo fondamentale per definire la supremazia economica delle varie nazioni. A partire dalla scoperta del fuoco, gli esseri umani compresero che ogni fonte di energia potesse essere utilizzata a scopo benefico personale; per questo, con il trascorrere degli anni, verranno impiegati sempre più elementi, compresi gli animali e gli schiavi, per ricavare forza-lavoro energetica. I principali componenti utilizzati per produrre energia utile agli individui sono: il legno, i combustibili fossili, l’elettricità, l’energia nucleare e le energie rinnovabili.
Il legno ha portato a incessanti e sempre più vasti disboscamenti delle aree verdi mondiali; i combustibili fossili (quali carbone, petrolio e gas naturale) forniscono energia termica che può essere poi convertita in altre forme di energia, ma hanno dato il via ai più grandi sfruttamenti sia di giacimenti di terreno che di esseri umani; l’elettricità è la forma di energia più semplice da trasportare e convertire, tuttavia le società avanzate ne sono talmente dipendenti da rimanerne totalmente bloccate nel caso di guasti al servizio elettrico; l’energia nucleare viene da subito utilizzata in ambito bellico – si ricordi il progetto segreto americano Manhattan con l’obiettivo di ottenere le bombe atomiche –, successivamente si è pensato di utilizzarla a scopi di fornitura energetica, ma i danni comportati dagli incidenti di Černobyl’ in Ucraina e a Fukushima in Giappone hanno fatto sì che gli esperimenti energetici nel campo del nucleare si fermassero; infine, le energie rinnovabili, quali vento, acqua e Sole, rappresentano le prime fonti energetiche rinnovabili usate dall’essere umano.
Il continuo e impulsivo sfruttamento di ogni tipo di risorsa terrestre comporta numerosi problemi. Dal punto di vista ecologico, la Terra è un sistema autosufficiente, in cui la materia non vivente e gli organismi viventi interagiscono in uno stato di equilibrio. Affinché questo equilibrio si mantenga, è necessario che lo sviluppo della società umana non comprometta l’autosufficienza dell’ecosistema di cui essa stessa fa parte.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei combustibili fossili, invece, è ormai riconosciuto che le immissioni di CO₂ comportano un problema da risolvere alla radice: il riscaldamento globale è, infatti, causato principalmente da queste emissioni e rappresenta una forte minaccia per la sopravvivenza della civiltà. L’energia nucleare, al contrario, si fonda su conoscenze tecniche molto articolate e presenta il rischio di generare illusioni nell’immaginario collettivo. Sebbene sia stata recentemente rivalutata dalla Comunità europea come possibile strumento per contrastare il cambiamento climatico, è necessario ricordare che il nucleare non può essere considerato un’energia verde, né una fonte compatibile con un modello di sviluppo sostenibile. Attualmente, le centrali nucleari utilizzano la reazione di fissione dell’uranio-235, indicatore di un primo aspetto di forte insostenibilità ambientale, dato che l’uranio è una risorsa molto scarsa e non rinnovabile e, come se non bastasse, i suoi processi di estrazione sono estremamente inquinanti e pericolosi.
Inoltre, i paesi con riserve di uranio sono molto pochi: Kazakistan, Canada e Australia, che ne controllano la disponibilità, creando una situazione di insostenibilità economica. Il nucleare non è una tecnologia verde anche perché necessita di ingenti quantità di acqua per raffreddare gli impianti e si sa perfettamente quanto il problema della siccità stia aumentando incessantemente in ogni parte del pianeta Terra. Inoltre, l’uranio non può essere riciclato e questo comporta un processo di smaltimento altamente inquinante; per questo motivo, ogni centrale nucleare costruita resterà presente sul pianeta vita natural durante. I siti dove sono costruite le centrali vengono trasformati in immensi silos, dove vengono immesse le scorie di impianto che hanno tempi di permanenza lunghissimi.
Una possibile alternativa alle grandi centrali nucleari è la creazione di reattori più piccoli e modulari, che permetterebbero una riduzione dei costi e dei tempi di produzione. Ovviamente, però, posseggono gli stessi problemi dei reattori convenzionali per quanto concerne tanto il consumo di uranio quanto il collocamento delle sue scorie.
Fortunatamente, si sono notevolmente sviluppate le ricerche volte all’ottenimento dell’energia mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili. Alla COP28, svoltasi a Dubai nel 2023, i leader hanno preso l’impegno di triplicare le energie rinnovabili entro il 2030. Gli studi riguardanti le energie rinnovabili ottenibili dal Sole, dal vento e dall’acqua hanno fatto molti passi avanti: queste risorse, soprattutto le prime due, sono inesauribili e ben distribuite, per questo soddisfano tutti i requisiti per ottenere l’ideale apporto energetico.
Tuttavia, l’utilizzo imperterrito dei combustibili fossili ha fatto sì che si creassero equilibri internazionali molto forti, basati sulla potenza politica, economica e militare. Si tratta, però, di “equilibri” composti da un numero ristretto di Stati, ossia quelli che possiedono grandi riserve di combustibili fossili o che controllano le infrastrutture energetiche globali: non rappresentano un ordine condiviso da tutte le nazioni, ma un sistema che favorisce chi detiene il potere sulle risorse tradizionali. Attraverso la transizione che passa dall’utilizzo dei combustibili fossili alle energie rinnovabili, tutti gli equilibri verranno smantellati. È dunque necessaria una rivoluzione culturale, che permette di entrare in una nuova era e che ci consentirà di vivere in un mondo più equo e pacifico. La sostenibilità dipende da tutte le relazioni presenti all’interno della biosfera, delle relazioni umane, e fra di esse. Devono esserci: sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e sostenibilità sociale.
Venturi e Balzani intendono sottolineare come soltanto negli ultimi anni gli individui abbiano maturato una reale percezione della situazione attuale e dei rischi che gravano sul pianeta. È essenziale che tale consapevolezza si radichi in profondità nella collettività: solo così, si potrà riconoscere pienamente il valore del luogo che ci ospita.
Ringraziamo Carocci Editore per la copia stampa.

Sarah Calderoni
Nata nel 2002, ho deciso piuttosto presto che pensare non mi bastava: bisognava anche dirlo.
Dopo una laurea triennale in Filosofia, sto proseguendo il mio percorso nel corso magistrale di Scienze Filosofiche, insistendo con una certa ostinazione sulla filosofia contemporanea.
Quando non sono immersa in testi filosofici mi rifugio in librerie, playlist musicali e sale cinematografiche, possibilmente in quest’ordine.
Scrivere è il modo che ho trovato per dare forma alle mie idee, tenere a bada la polemica e rendere la discussione un esercizio (relativamente) civile.
