
Premessa
Ancora una volta è ritornato settembre. Anche quest’anno l’estate è finita, sono ricominciate le scuole, le università e gli uffici sono tornati a popolarsi di gente che, forse, non è ancora del tutto pronta a lasciarsi alle spalle il meritato ozio estivo per ritornare alla routine quotidiana di studio o di lavoro.
Durante la nostra consueta pausa estiva, in redazione abbiamo avuto occasione di parlare proprio di ritorni, un po’ spinti dall’uscita dell’Odissea di Christopher Nolan (di cui ha parlato qui la nostra Michela Fraschilla), un po’ grazie alla scelta dell’Odissea di Omero come lettura estiva del nostro club del libro. Insomma, la figura di Odisseo e del suo avventuroso ritorno a Itaca ha un po’ troneggiato sui nostri pensieri sotto l’ombrellone, e ha ispirato il tema di questo editoriale.
Il tema del nostos (νόστος), parola greca che significa, appunto, ritorno, non si limita però al solo viaggio di Odisseo e compagni itacesi: quello del “viaggio verso casa” è un tema che permea tutta la letteratura dell’antica Grecia, e non solo. Ritornare significa riscoprire, ricordare, rivivere, dare un valore al passato e a ciò che ci siamo lasciati alle spalle.
Non sempre il ritorno è una cosa positiva, tuttavia: specie se a tornare non sono dei bei eroi greci ma fantasmi del passato di cui pensavamo di esserci liberati: Francesca Musaro, nella sua analisi della serie Tip Toe, ci parla del ritorno dell’omofobia, e in generale dell’intolleranza verso chi è diverso da noi.
Greta Beluffi, nel suo articolo, ci invita ad usare la traduzione come esercizio di ritorno: prendendo spunto proprio dalla letteratura classica, sia greca che latina, Greta ci fa notare quanto la traduzione consista nel fermarsi, prendersi del tempo per riflettere, tornare indietro su quanto appena letto, rileggere le frasi più volte e fare delle scelte.
Il ritorno non deve necessariamente essere un viaggio: può anche essere il riscoprire un’opera, o un ricordo. Del resto la parola nostos compare anche nell’etimologia di nostalgia (dal greco nostos, “ritorno”, e alghìa, da àlgos, “dolore”). Milena Cargnelutti, nel suo contributo, ci parla del ritorno ad un’opera letteraria sotto forma di adattamento cinematografico, o per meglio dire adattamenti, portando come esempio il caso del romanzo Il talento di Mr. Ripley di Patricia Highsmith, e delle sue trasposizioni cinematografiche.
La nostalgia può però portarci a restare impantanati nel nostro passato: Alessandro Mazza, nel suo articolo, si sofferma sul fenomeno delle band reunion, il ritorno sulle scene di musicisti che non hanno più nulla da dire salvo riproporre i successi di tanti anni fa, togliendo spazio a chi, invece, potrebbe regalare al mondo qualcosa di nuovo.
Buona lettura,
Indice
- Premessa della Redazione, p. 1
- In punta di piedi. Il ritorno che non ci aspettavamo di F. Musaro, p. 2
- Sulla traduzione come esercizio di ritorno di G. Beluffi, p. 3
- The mysterious Mr. Ripley. La creatura di Patricia Highsmith fra passato e presente di M. Cargnelutti, p. 4
- A volte (i musicisti) ritornano… ma perché? di A. Mazza, p. 5
